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Immaginate di avere 18 anni, mille sogni da realizzare e tanta voglia di vivere...
Immaginate una sera come tante, insieme ai vostri più cari amici... Immaginate di farvi una canna al parco, seduti nella panchina sotto un albero, la brezza che accarezza le foglie, lo sguardo magari rivolto al cielo e parlate del futuro... Siete ragazzi, avete 18 anni, una vita davanti e non avete problemi che non siano storie d'amore, cosa fare e dove andare il fine settimana, il compito in classe o l'interrogazione a scuola... Immaginate l'arrivo di una volante di polizia e 4 poliziotti che scendono e vengono verso di voi... Dopo avervi ammanettato si accaniscono contro di voi, vi pestano a sangue fino a che i manganelli si spezzano. Vi schiacciano le mani nella portiera dell'auto, vi riempiono di calci con gli scarponi militari... Voi chiedete e implorate BASTA - AIUTO - NON RESPIRO PIU'.... Loro vi spostano più in là dove possono finire il lavoro... E lo finiscono il lavoro. Diranno poi (5 ore più tardi)a vostra madre che siete morti perchè vi siete picchiati da soli, che è stato lo spinello a farvi soffocare e non le costole spaccate, lo sterno distrutto dai calci, le ecchimosi sul collo degli scarponi militari e delle ginocchia che hanno premuto fino a farvi soffocare procurandovi un asfissia dovuta ad una compressione toracica... Immaginate adesso di essere nei panni dei vostri stessi genitori che devono credere che ammanettati vi siete spaccati la testa da soli contro la portiera della volante e che vi siete devastati uno scroto con la forza delle vostre dita... Ora invece pensate! Pensate che tutto quello che avete immaginato fino ad ora è accaduto realmente. Questa è una storia VERA. Questa è la NOSTRA storia. Questa E' la storia dell'assurdo, biecco e meschino comportamento di alcuni appartenenti alle forze di polizia. Questa è la storia di una famiglia impegnata a chiedere giustizia per l'orrenda uccisione del loro figlio. Questa è la storia di un ragazzo di 18 anni, Federico Aldrovandi, UCCISO il 25 settembre del 2005 a Ferrara, PER MANO DI 4 AGENTI DI PUBBLICA SICUREZZA. VERITA' PER FEDERICO ALDROVANDI. www.federicoaldrovandi.blog.ka taweb.it |
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SINDROME DI QUIRRA
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In Italia si muore, oltre che di smog, di incidente d'auto, di AIDS, di infarto, di cancro ed altre amenità, anche di un nuovo male.
SI MUORE DI SINDROME DI QUIRRA. Un male raro? Non sembra affatto: due decine di morti per leucemia o sindrome di Hodgkin in pochi anni, e per giunta distribuiti in un'area nella quale sono presenti cinquemila abitanti. Un tasso di incidenza superiore alla media nazionale degli infarti. Tutto ciò accade al centro del Mediterraneo, e accade oggi. Il teatro di morte è il Sarrabus, sulla costa sud-orientale della Sardegna, a circa 80 km da Cagliari, poco più di duecento km più a sud della Costa Smeralda e di Olbia. Proprio sul mare, a Capo San Lorenzo, nella zona del Salto di Quirra, lungo la Statale 125 che da Cagliari porta i camper dei vacanzieri sino ad Olbia, in un angolo splendido, amato dal turismo poco costoso e molto ambientalista, dove se si fa attenzione si possono osservare i fenicotteri rosa al tramonto. Una lunghissima spiaggia bianca e per chilometri e chilometri niente cemento, su cui non è possibile costruire alcunchè e non certo per vincoli ambientali/paesaggistici, ma perchè zona militare. Sorge qui infatti la più grande base NATO del Mediterraneo, il più vasto poligono sperimentale interforze d'Europa. Una presenza oscura che esiste da più di trent'anni, chiusa e inquietante con i suoi strani bersagli per le esercitazioni sparsi sul litorale o negli altopiani dell'entroterra. Una presenza che semina morte e solo oggi emerge la portata del disastro: un incremento esponenziale negli ultimi due anni dei casi di leucemia: al momento quelli accertati sono poco meno di 20 di cui una decina già deceduti. A Villaputzu ma sopratutto a Quirra, frazione di 150 abitanti, proprio a ridosso del poligono a cui da il nome delle sue campagne. Quasi tutte le vittime hanno in comune il fatto di aver lavorato all'interno del poligono di tiro per una ditta, la Vitrociset, che si occupa della manutenzione delle apparecchiature interne, o di aver lavorato o vissuto nelle campagne circostanti. Le persone colpite sono di tutte le età, compresi alcuni bambini. Ma la lista non finisce qui: ci sono anche i ragazzi che hanno prestato il servizio militare nella base militare di Quirra-Perdasdefogu o a Teulada. Una dozzina quelli accertati. All'inizio di questa vicenda, con i primi casi di morti sospette segnalati nel 2000, pareva che ad essere colpiti dal male fossero reduci dai Balcani e dalle altre guerre umanitari. Ma l'aumentare del numero dei ragazzi morti di leucemia o tumore, ha fatto emergere un dato comune anche a chi in zone di guerra non c'è mai stato: tutti avevano fatto il servizio militare nella base militare di Quirra-Perdasdefogu o a Teulada. L'ultima recente vittima: il venticinquenne Antonio Vargiu, che aveva prestato servizio di leva a Capo San Lorenzo. Da tempo diverse persone, abitanti della zona, il comitato Gettiamo le basi, i medici di base di Villaputzu, cercano di far luce sulla questione, sono stati svolti seminari ed incontri per informare gli abitanti del paese, sono stati eseguiti diversi prelievi ed analisi del terreno: è stata rilevata la presenza di uranio impoverito e cesio 136 ma non si riesce ad andare oltre a questo. Neanche il sindaco del paese, per quanto tenti le vie istituzionali, riesce ad ottenere risposte esaustive circa la natura e la gravità del problema. Anche se una sentenza del Tribunale di Venezia dice a chiare lettere che a Quirra si muore di uranio impoverito sin dal 1977. |
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( BY trickyRE )
(BY GENGHIS 6199) Ascoltate le voci in diretta dei "testimoni oculari"... Nessuno dichiara di aver visto un 767, molti di loro non hanno nemmeno visto un boeing... e poi numerose incoerenze e stranezze nelle loro dichiarazioni... che gettano molte ombre sulla veridicità di questi contributi esterni così tempestivi alla cronaca dei media mainstream Usa durante i tragici eventi di quel giorno... |
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ANNA MAGNANI
Rock & Roll!
Fri 27 Jun 2008 17:06:04 PDT
Anna Magnani in "Nella città l'inferno" si mette a far baldoria con le altre carcerate ballando al richiamo di "rock & roll"!
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Anna Magnani-La fioraia del Pincio
Sun 04 May 2008 18:06:07 PDT
Siamo Donne-Film ad episodi ideato da Cesare Zavattini, che intendeva applicare la poetica del quotidiano a personaggi famosi: tutte le protagoniste, infatti, interpretano se stesse. Nel quinto episodio, Luchino Visconti dirige Anna Magnani che litiga col tassinaro che vuol fa...
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